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L’insopportabile e francamente incomprensibile tormentone ha finalmente le ore contate. Oggi o mai più Christian Abbiati comunicherà al Torino qual è la sua definita e definitiva decisione relativamente alla prossima stagione. Determinante avrebbe dovuto già essere la giornata di ieri, invece il portiere e il suo manager Claudio Vigorelli si sono ritagliati un altro spazio di riflessione, in un susseguirsi di eventi che dall’ottimismo della mattinata ha poi prodotto le avvisaglie di un’insanabile rottura, in serata. Già, perché nel tardo pomeriggio il procuratore del portiere è volato a Madrid per valutare la reale consistenza dell’offerta dell’Atletico, quando ormai al Toro carezzavano l’idea che l’estenuante telenovela fosse giunta ai titoli di coda. Da Formentera, dov’è in vacanza, alle 19 era però già suonata sibillina l’uscita di Abbiati , senza dubbio spossato dal lungo braccio di ferro: «Abbiate pazienza, ma non posso ancora prendere una decisione. Mi serve un altro giorno, i problemi sono legati all’ingaggio, è inutile girarci tanto intorno. Io non chiedo un centesimo di più dello scorso anno, ma la differenza con quanto mi è stato proposto adesso è enorme. È logico che mi guardi attorno e che valuti bene ogni cosa. Io non tiro la corda, ma non posso ogni anno rinunciare a una fetta del mio stipendio per giocare nel Toro ». Le cifre sono ormai di pubblico dominio. Il nuovo Torino di Cairo ha stabilito una saggia politica di contenimento dei costi di gestione, per evitare sperequazioni all’interno dello spogliatoio e livellare il monte ingaggi. Ad Abbiati è stato offerto un emolumento annuale di 750 mila euro, più i premi riferiti al rendimento e agli obiettivi raggiunti. Il giocatore invece si fa forte del contratto stipulato con il Milan, che gli garantisce un milione e centomila euro. La differenza è davvero corposa, e in questo buco s’è inserito l’Atletico Madrid. A tarda sera di ieri in Spagna i media davano l’accordo per fatto, pur precisando la mancanza delle firme sul contratto. Lo stesso entourage del giocatore non ha avuto dubbi a commentare: «L’ago della bilancia s’è spostato di colpo verso l’Atletico, ma non possiamo dire che si sia già arrivati a un’intesa». Non saranno certo i denari a perplimere Abbiati , chiamato alfine a dare una risposta oggi, quanto la scelta di vita che l’obbligherebbe a lasciare l’Italia per percepire quanto credeva che gli spettasse di diritto, dopo aver firmato il contratto con il Milan. Sempre
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ieri sera un amico del giocatore si lasciava scappare: «Mi pare strano che Christian vada a giocare in Spagna, ha sempre detto di non volersi allontanare troppo da Milano. Certo che se non raggiungesse l’intesa col Toro e con nessun altro club al lui gradito in Italia, paradossalmente si ritroverebbe ad andare in ritiro con il Milan». Scenario forse suggestivo e magari pure fantacalcistico: però ha una sua validità, in teoria. A meno che l’Atletico non copra d’oro Abbiati , così da rendergli meno amaro il sacrificio di emigrare a Madrid. Sta di fatto che Abbiati oggi prenderà posizione. Il Toro, nel dubbio, l’ha già fatto ieri sera. A Vigorelli i granata hanno infatti concesso ampia facoltà di verificare le proposte spagnole, fermo restando che il tempo è scaduto: pertanto, contestualmente alle altrui indagini, anche i dirigenti del Toro hanno cominciato ad allargare il proprio raggio d’azione. E oltre a questa comunicazione, a Vigorelli è stato ribadito che il Toro non parteciperà ad alcuna asta rialzista. Gli uomini del presidente sono convinti d’aver proposto ad Abbiati un contratto equo e doverosamente in linea con i nuovi parametri granata. Dal loro punto di vista il ragionamento non fa una grinza. Abbiati ha un’intesa col Milan, non con il Torino: ecco perché il club rossonero non ha esitato a riallacciare i contatti con l’Atletico Madrid, speranzoso di risolvere un problema ormai sempre più spinoso. Con una differenza tanto marcata in senso economico tra Toro e Abbiati , e con l’indisponibilità del Milan (stante l’offerta dell’Atletico) a colmare il gap, non si capisce come Abbiati possa a questo punto ancora avere un futuro nel Toro. Ognuno poi racconterà la propria verità, ma i fatti sono questi. Con grandissima serenità i granata hanno preso atto del ribaltone: non si dimentichi che in tarda mattinata il nuovo accordo con Abbiati pareva cosa fatta. Senza scomporsi più di tanto, al Toro hanno già passato in rassegna gli eventuali papabili sostituti. E il nome di Francesco Toldo non ha avuto difficoltà a balzare in pole. L’Inter gli ha recentemente concesso l’opportunità di giocare anche in Italia, nel caso in cui si fosse approdati a un’anticipata risoluzione del contratto. Per il ruolo di vice Julio Cesar scalpita da settimane Gianluca Pagliuca, con la determinante benedizione di Roberto Mancini. Morale? Mai dire mai, ma così stando le cose Toldo è adesso molto più vicino al Toro di Abbiati
Piero Venera
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